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c
BIANCA E FERNANDO
MELODRAMMA SERIO
DA RAPPRESENTARSI
NELL' 1. R. TEATRO ALLA SCALA l' autunno del 1 829
MILANO
PER ANTONIO FONTANA
M.DtCC.XXIX
MUSIC LIBRARY UNC-CHAPEL HIU
ATTO PRIMO
SGENA PRIxMA
Atrio della Reggia. Al di là veduta della città e del porto di Agrigento.
(È Falba)
Approdali le navi , e scende al lido Fernando con Uggero^ ed i Capi del suo seguito. — A suo tempo Clemente.
Fer. Questa è mia Reggia: alfin vi giunsi. Oh gioja! Felice io son ! - Io ti respiro ^ o dolce Aura del suol natio: qui tutto annunzia Pace 5 felicità . . . Che dissi mai ? E guai vano trasporto Femmi obblìar , eh' io premo quella terra Che delP amato padre il cener serra ? -
Ugg. e Coro Sgombra quel duol ^ Serenati»
Sei nel tuo suol ^ Confortati. L' alta ragion Rammentati Ch'or qui ti guida ! Fer. A tanto duol ,
Quest' anima Langue ^ il vigor Già mancale :
IO ATTO
Ahi qual ragion Infausta
Or qui mi guida! Ugg, e Coro Ov' è il tuo cor Intrepido l Ove il valor Magnanimo ? Non ti sovvien 5 Che vindice Qui il Ciel ti guida? Fer, Sì : a vendetta qui adulto ritorno.
Presso è V ora. In me rieda il coraggio. Tremi il perfido ! . . . Apparve quel giorno Che pagar dee col sangue P oltraggio. Ascolta , o padre j i gemiti Del figlio tuo dolente : Se fui cagion di perderti ^ Eterno il duolo è in me. Sol di vendetta al grido
Di sdegno avvampo e fremo ^ Questo è il mio voto estremo j Pugnar , spirar per te. Coro II vii che si oppresse
Fia tratto al suolo esangue: Queir esecrato sangue Noi verserem per te. Fer, Uggero sol , non altri j meco resti 5 Voi sulle navi andate j Nè qui senza un mio cenno il piè portate.
( esce Clemente ed osserva gli stranieri ) eie. Sì 5 è desso ... Ugg. Un veglio !
Fer. Giusto Ciel ! Clemente !
eie. Fernando ! . . .
Fer. Ah taci ! . . . Ognun mi creda Adolfo,
Qual da fanciul men vissi in lido estrano.
PRIMO 1 1
5? Me tu conosci sol ^ che m Lusitanla 5 3? Quando del padre messagger venisti , « Mi ti svelai. Ch'io son, promulga or dunque 5 n Adolfo 5 apportator dell' atra nuova 53 Che Fernando morì. eie. Ben divisasti . . .
Ah ! tu non sai . . . Fer. " T' intendo ^
Dir mi vuoi che Filippo ^ dello sposo 3? Di Bianca , vii scudiero 5 il regno tormi 3? Brama ? . . . Ch' ella al suo talamo ^
Orbato di recente
Del Duca di Messina, alzarlo ha in mente?... Tutto m' è noto . . , Indegna
Figlia di Carlo ! . . . Ma del padre mio 5 5? Dimmi 5 o Clemente j come Seguì la morte ? eie. ^5 In quella notte orrenda 5
Che presente m' è ognor ^ sebben sei lune Già si compir ^ un grido 3? Feral destommi, e da per tutto udia: Carlo morì. Corro a bagnar di pianto ?5 L'esangue spoglia^... ma non fu concesso... 55 A ognun FiHppo contendea 1' ingresso ! Fer. iy Che sento ? ... E Bianca ov' era ? eie. In quel soggiorno
» Villeresco ^ ov' ancor si tiene. Fer, Adunque
yy In questa Reggia . • . eie. Il piede
yy In breve ne porrà. Fer. yy Venga. L' attendo.
Ugg' Signor j talun si appressa. Fer. Chi fia ?
eie. Viscardo : lo scudier più fido
Del tiranno.
ATTO
Fer. Viscardo ?
Colui 5 che al Tago in riva
Più fiate il brando mio salvò da morte ?
Anco a lui son ignoto . . . Ah sì^ eh' ci fia
Securo braccio alla vendetta mia. eie. Ti scorga il Ciel nel grand' evento ! (parte)
SCENA II
Fernando, Uggero e Yiscardo.
Fer. Al seno
9y Accoglimi 5 Viscardo . . .
F^is. « Adolfo ! . . . Ah come in queste arene ? Fer. All' Anglo
3!> Rege commiato chiesi 5
9y Allor che doma Scozia appien gli resi ^
^5 E alle Sicanie sponde ,
Insiem co' prodi miei , volsi le prore ^
5> Ond' offrir a chi '1 voglia il mio valore.
V^is. Di render pago il tuo desìo prometto.
ìy Molta Filippo ha fede in me. Raguna
9y Ei gente d' arme. Fer. E la ragion ?
Vis. è il soglio 5
« Chè 5 Carlo estinto ^ a lui venir potria
J5 Conteso da Fernando ... Fer. Inutil tema.
3? Più non respira. Vis. 5> Ed è mai ver?
Fer. Mei credi.
9ì Per la suora un suo fogljo io serbo. Fis, Ascolta:
yy D' alta e gradita insieme
sy Novella apportator , posso a Filippo j
« Adolfo j presentarti. Ora ne giovi
PRIMO
;? Separarsi : non luiii^c dalla Reggia
'? Starti dovrai ... Forse di te grand' uopo
Filippo avrà. Non paventar. Son io 5? Che farti lieto intendo . !. Udisti ! . . . Ter* Addio.
( partono da lati opposti )
SCENA III Appartamenti di Filippo nella Reggia.
Filippo solo^ poi Viscardo; infine i Grandi.
FiL E alcun non giunge ! . . . Estranea gente è voce Che approdasjse al mio lido, e... ad ogni istante Per il regno , per me tremar degg' io . . . Empio destino è il mio - Ma parmi... Ah vieni!... Viscardo , . . . di'. . . già poco in Agrigento Molte navi approdar qual mai n' è il duce ? E in questi lidi qual ragion lo adduce ? yìs. Dall' Anglia ei vien. Brama servir, m'è amico, E per te lieta e grata nuova arreca . . . L' argin più saldo hai superato e vinto . . » FiL Che mai ? . . . Palesa ... di' . . . f^is. Fernando è estinto!
FU. Estinto!... Che ascoltai?
Fernando in braccio a morte! . . . Ah no ! sì lieta sorte Non osa il cor sperar. Il Duce ov' è ? . . . Si trovi . . .
Si guidi al mio cospetto . . . (parte Vi- Già torna il rio "sospetto scardo) La mente a funestar ! Da che tragge isuoi di Carlo sepolto , Men vivo ognor così Fra pene avvolto . . .
I
ATTO
Ah fosse ornai pur ver^ Che '1 figho è spento ! Più non dovrei temer Sinistro evento. Cadrebbe il genitor Tosto al mio sdegno ^ Potrei goder allor Tranquillo il regno. Coj'o Vieni a Biaìica, vien^ signor: Rendi pago il suo desir : Vieni 5 e avviva riel suo cor La speranza del gioir. FiL O contento desiato !
Sei pur giunto , a di beato ! Se vendetta avrò fra poco ^ Non mi resta che bramar. Caro L' ira tua , signor , dia loco , Or che devi alP ara andar,
SCENA IV
Filippo, Viscardo ^ Fernando ed Uggero. (i Grandi ad un cenno di Filippo partono)
F^is. E quegli il mio Signor. A lui avanza, Fe7\ ( Ecco l'indegno ! alla sua vista io fremo I) FiL Chi sei ?
Fer, ^ Guerrier son di ventura. Il nome
È Adolfo. Là del Mincio
In riva ebbi la cuna ^
E '1 mio cor è maggior di mia fortuna. FiL Donde certezza avesti
Che Fernando mori ? Fer, Spirar Io vidi
Io stesso.
PRLMO is:
FiL Dove ?
Fer. Della Scozia , tomba
Gli è il suoloe Quivi da mortai ferita
Cadde trafitto , che per P Anglia il ferro
Ei pur rotava in campo.
Neir estremo suo duolo un foglio trasse j
E appena ebbe a me detto ^
Che , qui ponendo il piede ,
Noi des^i che alla suora ,
Per la gran piaga esci lo spirto fuora. FiL Oli caso acerbo e crudo!... (con simulato duolo)
Chiude sigillo il foglio ? Fer, No. FiL - Mei porgi.
(Fevnando gli dà il foglio. Filippo apre con ansietà e legge)
Fernando alla germana. —
In cruda doglia io moro^
Lunge da^ miei più cari,
jima il padre ^ V adora ;
Ed il tuo affetto immenso
Nella perdita mia gli dia compenso,
( Di Fernando son le cifre ...
Le ravviso.. .Alfin mi sento
D' ineffabile contento
Tutta P alma inebbriar ! ) Fer. (Di mia morte già l'iniquo
Gode , esulta ! . . . Ah scellerato ! . . ,
No 5 Fernando invendicato
Non morì . . . dovrai tremar. ) f^is, (Deh! quel giubilo reprimi ^
Sappi ancora simular. ) (a Filippo )
FiL Taci j e serba occulto il foglio ^
Pria che Bianca a me sia sposa. Fer, Ne' miei detti ormai riposa ^
Sarò fido esecutor.
ATTO
Servir brami ?
Se il desìo? Pugnar vuoi ?
Per Agrigento. Sarai dunque ^ tei consento , Sua campione e difensor. Va , ti unisci a' tuoi guerrieri ^ Fa con essi a noi ritoiuio : La tua schiera a questo giorno Nuova fama arrecherà, (suono di trombe) Odi 5 squillano le trombe , (a Filippo )
Vanne Bianca ad incontrar. Vado . , , • — Udisti-Z ( a Fernando )
Il cenno appresi.
E sarai ?
Fedele. Il credi. (Mai nel petto non intesi Tanto il core giubilar. ) Gol brando di morte
Fia spento V orgoglio : -
Difendere il soglio
Tua cura
T\T- sarà.
Mia cura
( E P empio . . . paventi . . .
Svenato cadrà. ) ( L' estremo contento )
Fi*enare non sa. ) (partono)
PRIMO
17
SCENA V • Piazza d' Agrigento.
Voci di dentro ( vicino air atrio )
Viva Bianca ! viva ognor ! . . . Tutti A quel grido si festivo ,
Che su P ali ^ qual foriero 5 Vola ^ e apporta il grato arrivo , La sua gioja acquista il cor.
SCENA VI ■
La Duchessa accompagnata da Filippo, Clemente^ Viscardo ed Eloisa , e preceduta da Grandi e Damigelle , Guardia Ducale e Cavalieri.
Tatti Viva Bianca !. Viva ognora
Agrigento il gran sostegno ! Viva ognor di questo regno L' alta speme e lo splendor ! Su, festeggi 5 e tutta eccheggi Di piacer la Pieggia intorno ^ Sia pur sacro questo giorno Al contento ed al goder. Più non tornino gli affanni Ad ombrar di Bianca il viso; Ma si vegga sempre il riso Su quel labjiro risieder. Bian, Miei fidi amici , a tanto amor soa grata.
Non più. Cessi il clamor. Ciascun m' ascolti :
Ogni Stato 5 ogni Prence
Contende il mio riposo ,
Poiché me vede orba di padre e sposo*
i8 ATTO
Troncar perciò decisi un tanto ardire ^ Ponendo un difcnsor del trono a parte , Che voi servar ben sappia D' ogni avvenir funesto. Scelto già fu da me. Filippo è questo. La mia scella a voi sia grata ^ Ai nemici di spavento : La fortuna d'Agrigento Gloriosa ognor sarà. Di Filippo il braccio forte Sarà fulmine di morte , Che sul capo dei superbi Spaventoso scoppierà. Ma ... oh Dio ! perchè fra il giubilo
Trema il mio cor, perchè t Non è 5 non è tormento Il palpito eh' io sento : E forza del diletto Che già m'inonda il cor. Del core egli è il trasporto Che anela al caro oggetto , Che a lui sen vola assorto In estasi d' amor. Coro Luce .del nostro cielo ,
Sgombra ogni duol dal petto; Del tuo ridente aspetto Allegra il nostro cor.
SCENA ^TI Fernando , Uggero , suoi guerritri , e delti.
FiL Mira , o Bianca : per tua gloria , Stuol guerriero a te presento :^ Pronto air armi ed al ciniento . Con valore pugnerà.
PRIMO ' 19
Coro Vieni , vieni , e qui sofferma 5
Prode stuolo valoroso f,
La sua pace, il suo riposo
Dal tuo brando ognun si avrà. Splenderà per te più saldo
D' Agrigento il nuovo soglio ^
Certa morte ogni ribaldo
Nel tuo ferro troverà. Fer, ( Ciel ! chi veggio ? qual momento ! ) Bian. Il lor Duce? (a Filippo)
FU, (a Fernando) T'avvicina. Bian, Cavalier, a me t'avanza. Fei\ Obbedisco ...
Bian, ( Qual sembianza ! )
FU, ( Che ! si turba ! )
Fer, ( Forza 5 o cor ! )
Bian, Donde vieni ? Fer, Dal Tamigi.
Bian, Là pugnasti ? Fer, E trionfai.
Bian, L' idea cara del germano ,
Che sen visse ognor lontano ^
Mi ridesta il tuo valor. Ah Fernando ! ... ah dove sei ? FU, ( Qual pensiero ! )
Fer, Chi ? . . . Fernando ? . .
Bian, Tu il conosci ? Fer, Sì. Bian, Potrei
Nuova alcuna udir da te ? FU, Là del Tago in sulle rive^
Disse Adolfo • che sen vive . . . Bian, Parla. . .dimmi ... il genitore
Si rammenta? Fer, In ogn** istante.
Bian* E di Bianca?
ATTO
Fer. Si sovviene.
Bian, Dunque a che non riede a me ? FU. ( Vana speme. ) (a Viscardo)
Feì\ (quasi fuori di senuo) E che il vorresti ^ Sciagurata ! ... di tue colpe Spettator ? . . . Bian. (sorpresa) Ah ! che dicesti ? . . .
Fer, Si ... ti calma ... a te ... verrà ... (rimesso)
(Bianca rimane fissa ed immobile. Quadro generale di sorpresa e di stupore )
Fernando ^ Clemente ed Uggero
( Ah ! che P alma invade un gel ! M' è sul ciglio un denso vel ! Ella è in preda a fier dolor !
Ciel ! che dissM Ahi qual errori)
Filippo^ Eloisa e Fiscardo
( Qual mistero ! Oh giusto ciel !
Deh ! tu squarcia il denso vel !
Duolo addita il suo squallor !
Qual P ingombra idea d*'orror ! ) Bian. ( Ah ! che P alma invade un gel !
M' è sul ciglio un denso vel !
Grave angoscia opprime il cor !
Ciel ! che intesi ! Ahi qual terrò r ! ) Coro ( Qual mistero ! Oh giusto ciel !
Deh ! tu squarcia il denso vcl !
Duolo addita il suo squallor!
Qual P ingombra idea d' orror ! ) FU, Qual da folgore colpita
Rimanesti ! . . .
Bian. Come ! ... Io ?.. , ( rimettendosi )
DelP errante fratel mio Fu il pensier che mi turbò.
PRIMO
FU. Deh ! serena i mesti rai
Un ingrato scorda ormai ^
Che insiem patria ^ padre e suora
Da' prim' anni abbandonò.
Bian. Obbliarlo ! ... E chi '1 potria? . . .
Fer, ( Non resisto. )
FU Ma tu piangi ?
Fer. Ti rincora.
Coro Che mai fia ?
Bian. Mi lasciate.
Coro Che sarà?
Bian, ( Lieto apparve questo giorno , Ma di duol coverto è già ! Rode e lacera il mio petto Quel suo detto - quel furore ; Ed oppresso e incerto il core. Più risolversi non sa. )
Fernando^ Clemente ed Uggero
(Lieto apparve questo giorno , Ma di duol coverto è già !
Rode e lacera il mio petto Queir aspetto - il suo dolore Soffre 5 smania , ha incerto il core Più risolversi non sa. )
Tutti i rimanenti
( Lieto apparve questo giorno , Ma di duol covei-to è già !
Rode e lacera il mio petto Il sospetto - ed il timore ^ Ma finor V incerto core , La ragion qual sia non sa.
FINE dell' atto PRIMO
ATTO SECONBO
SGENA PRIMA Atrio nelP interno della Pieggia.
Fernando e Clemente. Feì\ Glie vuoi tu dirmi l
eie. In pensìer mille avvolta ^
Nelle sue stanze Bianca trasse il piede .... Ella seco ti brama.
Fer, Ella ! . . . Vi andrò ...
eie. Pensa che il tuo disegno
Vano render potrebbe un guardo , un detto... Fer, T' indendo ... mi precedi . . . Ecco Filippo.
( Clemenlc parte )
SCENA II
Fernando e Filippo.
FU, Viscardo a te parlò ?
Fer, di' alto segreto
Affidar mi dovevi ^ altro non disse. FU. Dan(pe ... ~^ Fer, Favella ...
FU, Pensa
Che un accento . . . Fer, Se fido me non credi j
Cessa pur . . .
ATTO SECONDO FU No ^ Viscar do oltre il confine
DI tua fò mi convinse. (va spiando intorno)
Fer. (Ah! clie divisa...?)
FU. (appressandosi a Fernando)
Onde render men grave il duo! che dielle
La rimembranza che '1 german n' è lunge^
Bianca presente al sacro rito brama
Il figlio Enrico ^ e dal vicin castello ,
Ove saggio ministro
Ad educarlo è intento^
M' impone a lei d' addurlo.
Io parto j e riedo pria del nuovo albóre :
Viscardo intanto , che fra queste soglie
Vigli riman^ ti additerà sentiero
Che in recondita guida orrida tomba ^
In essa Carlo , eh' Agrigento tutta
Estinto piange . , . (sospende alquanto per timore che
Feì\ Ebben . . . alcuno udisse)
FU. Là vive . . .
Feì\ Vive! (con
forte scossa, poi si volge per fingere di aver udito alcuno) FU, Che fu ? che ti sorprese ?
Fer, Mi par... credea... no^ m' ingannai... Prosegui. FU, Quando aspirai di Bianca al voto letto ^
Ira e furor quel veglio altero accese ^
Mille recommi offese ^
Vendetta allor giurai ^ e appien P ottenni
In quella notte che nelP atro asilo
Io stesso il trascinai 5
Voce spargendo ad arte ,
Che natura lo aveva in un balena
Sospinto a morte in seno. (va spiando intorno) Fer. ( è per isnudare il ferro ; poi si trattiene )
(Ah vii!... Ma no... si salvi in prima il padre.)
E a che noi trucidasti ? FU. Temea Fernando.
^4 ATTO
Fer. Ed ora ?
FU. In quel sepolcro Istesso or vo' eh' ei mora . . .
AUor che notte avanza , ( con riserva a Fer. ) Un tuo guerrier . . . m' intendi ? . . . Ma pria però gli rendi Più crudo il suo penar. Digli 5 che '1 figlio è spento , Che Bianca è mia consorte. Che mentr' ei passa a morte , Comincia il mio regnar.
(nel prendergli la mano) Ma che ? . . . vacilU ? . . . tremi ? . . . Se cor non hai! ... se temi ! . . . Se manca in te V ardire ! . . . Puoi P opra abbandonar. Fer. Tremar?... (confuso). N05 il cor non teme.
( rimettendosi )
Se bolle 5 avvampa e freme , E sol perchè V offesa Vorrei già vendicar! FU, Ebben... (avvicinandoglisi)... Ma qual fragore!...
Si taccia . . . (ode un calpestio) Arriva alcun.
(vede venir gente)
SCENA HI
Coro di Grandi, e detti.
Coro A compier V alto incarco
N' andiam già pronto è ognun.
FU, A voi m'unisco... (ai Grandi). Adolfo,
Pensa ch'io fido in te. (a Fernando)
Fer, Saprò punir l'indegno; (ironico) Fidati pur di me. (parte)
FU, Bramato momento 5 (quasi estatico)
Deh ! vieni , t' fretta :
SECONDO 25
Per te già in me sento La pena calmar. Coro ( Qual nuovo diletto
Gli versa nel petto L' Idea del momento Che deve imperar ! )
(Filippo parte co"' Grandi)
SCENA IV Gabinetto negli appartamenti della Duchessa.
Bianca sola ^ indi Eloisa.
Bian, Ove son ? . . Che m' avvenne ? . .
Che intesi ! . . Quali accenti ! . .
Ah chi sarà colui che sì parlommi ! . .
( si volge verso il busto del padre )
Di tua vendetta , o padre ^
Ei forse fia ministro ! . .
(rimane col guardo fisso al suolo) Elo. Da te chiamato or dianzi ^
Vedi 5 già vien quel cavalier . . . Bian. Non osi
Il piè qui trarre alcuno, (Eloisa parte)
Ma... Oh Ciel!... a quelP aspetto !.. .
Come mi batte il core ! . . .
Quell'ardire . . . quel portamento altero . . .
E desso ... si , . . è Fernando . . .
26
ATTO
Bianca e Fernando.
Bian, T' inoltra . . .
Fer. Al tao cospetto
A che venir me festi l Bian. E non rammenti ciò che or or dicesti ì Fei\ Men sovvengo. Bian, A me svela
Adunque chi tu sei ? Fer, Io ?.. . sono Adolfo,
Bian, No , che non puoi celarti : a me lo disse
li tuo sembiante, il furor tuo ^ 1' accento . . .
Ah sì 5 Fernando sei ... Fer. Fernando è spento.
Bian. Che dici ? Fer, Il ver . . .
Bian. Possibll fia ?
Fer^ Più certa
Ten farà questo foglio ... (le dà il foglio)
Leggi.
Bian. Le note sue ! . . .
E quanti strali a me riserba il fato ! Fer. Tu piangi ì
Bian. Ah lascia ormai che V alma trovi
Nel pianto almen sollievo. Fer, Tu amavi adunque il tuo german ? Bian. Pur troppo.
Fer. Ma non cosi Filippo! Bian. Gliel festi noto ? Fer. Sì. Bian. Ne fu commosso l
Fer. Anzi... l'iniquo!... giubilò a tal nuova...
Sì . . . colui j che tuo sposo già sceglievi . . .
SECONDO
Sappi . . . che cV odiar Filippo 5 e quanti
Amasser lui , Fernando ,
Neir ora estrema da me un giuro volle. Bian. E che gli fece l Fer. Un padre
Gli trafisse ... Bian, Quai delti !
Fcr, Ma tremi... Qui... quel cor che sol racchiude
Infamia e tradimento
Sapro trafigger cento fiate e cento. Bian. Ah sì . . . Fernando sei , . . FcT\ Filippo abborri . . .
Bian, Ma dimmi il suo delitto ! Fer. E allov ?
Bian. Saprò abborrirlo ...
Fer. Il giura.
Bian. A Dio . . ,
Fqi\ Bianca ! . , ,
Bian. Fernando ! . . . •
Fer. Ah si! che tal son io.
( V accoglie, poi la respinge) No \ . . . mia suora più non sei . . .
Va . . . t' invola a' sguardi miei ...
T' abborrisco ... ti detesto ^
Tu tradisti un genitor. Bian. Non fuggirmi... Ch'io ti lasci!
No 5 da me non 1' otterrai 5
Se palese pria non fai
La ragion del tuo furor. Fer. T' allontana ... Bian^ Il chiedi invano.
Fer. Trema 5 indegna !
Bian. Ah mio germano !
Fer:. Che pretendi ?
Bian. Qui fermarti ,
O squarciare questo cor ...
!i8
ATTO
Tu nomasti or ora un padre Da Filippo un di trafitto . . . Deh mi spiega il suo delitto , Fammi noto un tanto orror ! Sai chi vive in atra tomba , Da sei lune in fra ritorte ? . . . Sai chi lutta colla morte , Colla fame e col terror? Chi ? . . . mi svela ...
Inorridisci . . .
Nostro padre !
Oh colpo orrendo ! . .
E Filippo ...
Taci . . . intendo . . . Che il sospinse in quelP orror , Ei vorrebbe che un mio fido L' immolasse al suo furor ! jB/a/z. (atterrita) Ahi, donna misera!
E a tanta pena Puoi sopravvivere ? Respiri ancor ? Per versar lagrime In larga vena. Vivrai fra' palpiti , Nel duolo ognor. Fer. Incerta e stupida,
A tanta pena , Restò la misera , Nel suo terror. La vita mancale , Si regge appena Mi sento opprimere, Non ho più cor. ^ Conosci or Filippo ? Bian, Deh taci . . . Fer. L' amante l , . .
Fer.
Bian, Fer.
Bian. Fer. Bian. Fer.
SECONDO 29
Bian. Non più ...
Fer, Che costante ? . . .
Bian. T' accheta j pietà! (s"* inginocclua)
Fei\ Soi'gi (la rialza). Rista dal piangere:
Ti calma alfine ^ e seguimi . . . Bian. Dove ?
Fer. A veder d' un empio 5
D'un oppressor la vittima. Bian. Sì . . . al genitor ... là guidami . . .
Eccomi a te , ma rendimi ^
Ridonami il tuo amor. ^ Deh ! fa eh' io possa intendere
A un guardo 5 a un solo detto ^
Che non desisti a rendermi
Il tuo primiero affetto ...
Deh fra le braccia accoglimi !
Deh stringimi al tuo petto !..
Ah no ! non fui colpevole . . .
Lo credi al mio dolor. Fer. Ah sì 5 già puoi comprendere
Al guardo e al solo detto ,
Che non desisto a reriderti
Il mio primiero affetto^
Più non saprei resistere . . .
T' appressa a questo petto . . .
Ah no ! non sei colpevole . . .
Lo credo al tuo dolor. Bian. Andiam. Fer. Si vada,
a 2 Al padre.
Sia salvo il genitor. Fer. Andiam. Bian. Si voli.
a 2 Morte
Daremo al traditor. (partono)
3o
ATTO
SCENA VI
Uggf.ro e Clemente.
Ugg. Sai tu, Clemente 5 ove s'aggiri il Duce?
eie. Il so pur troppo... Ahi! qual furor lo invade!
Ugg. Lo rinverrò . . .
eie. Ti ferma.
Nulla tu renderesti un' alta impresa
Cli' ei compier debbe. In più seciu'O loco
I cenni suoi saprai ^
E (jual sia l'opra da me altrove udrai, (partono)
SCENA VII
Antichi vólti destinati per le tombe dei Duchi d' Agrigento.
Caiìlo , disteso su di un sasso , svegliandosi.
Sognai cader trafitto ! . . . Ma sparve il sogno , e nelle istesse pene Ancor mi trovo . . . Oh Dio ! Fernando ! .. . Ah ! s' era meco il figlio mio . . . Qui non sarei... Ma Bianca... O Numel infino Che spiro aura di vita, Fa ch'ella sia dal mio pensier bandita! . . . Ma già mancami' io sento ! . . . Ecco di morte alfin giunge il momento . . . Da gelido sudore
Mi sento abbrividire.
Fra poco in questo orrore
11 cigHo io chiuderò.
^3
SECONDO 3i
Quando alP eterno esigilo ,
Ne andrai tu ancora ^ o figlio ^ Potrò vederti allora , Allor li abbraccierò.
( resta assopito )
SCENA vili
Fernando conducendo Bianca, e detto.
Fer, Ecco la tomba che rinserra il padre.
Bian, Quale orrori... non ho forza... oh Dio!.,.
Fei\ Mi segui.
Il genitor . ,\ lo vedi ? Bian. Padre ... Fer. T' arresta ...
Car. (vaneggiando) Mio Fernando!... ah vieni!.,*
Fer. Oh come quelP accento al cor mi piomba ! Si scuote.
Car. Ah 1 Che ? . . . una face !
Fer. Signor ...
Car. Qual voce io sento ! . . .
Ma tu... la man mi baci?.., tu sospiri?,..
E in atto di pietà ti copri il viso ? • . • Fer. Ab sì . . . Car. E chi sei ?
Fer. Del traditor ^ nemico!
Car. Ed è mai ver ?
Fer. Tel giuro.
Car. Ah dunque mi difendi
Dal feroce Filippo . . , dalla figlia . . . Bian. ( Ahi 1 )
Car. Pur nemica mia . . .
« Sappi j o guerrieFj le mie sventure... Fer. «Tutto, Tutto conosco appien. Tacerti puoi.
« Fidati pur di me. Salvo sarai.
32 ATTO
Car. " Oh amico ! . . . deh ! mi narra ^
Di me che mai si pensa in Agrigento l Fer. « Da natura ciascun ti crede spento.
?> Bianca istessa . . . Car, 5? Deh ! taci .. . ah non nomarla!
'? Non rammentar eh' ebbi una figha ! Bian, Ah !
Car. Come!
Un altro è teco. Ei pur sospira ! Fer, E vero.
Al par di me giurò di vendicarti. Car, Ah si . . . mi vendicate.
10 ben lo merto . . . entrambi mi salvate . . . Fer, Vendetta avrai. T' accerta.
11 tuo Fernando qui m' invia ...
Car, Fernando ?
Fer, Sì 5 e a tua difesa numeroso stuolo
Mi die d' armati. Car, Ah figlio!
Perche il tuo pie rattieni ? Fra queste braccia vieni . . . Mentre su Bianca indegna , Da quest' orribil loco , Tutta P ira del Ciel dimando e invoco ! Bian, Oh Dio ! Car, Qual voce !
Bian. (inginocchiandosi) Ah padre!... Car. Padre ! . . . Chi sei ? disvelati ...
Bian. La figlia . . . tua . . . Deh !.. m' odi . . . Car, Tu ? . . . fuggi . . . lascia . . . involati . . .
Mira il mio stato . . . godi . . . Crudeli . . . vuoi pur mia vita ? Eccoti il sen . . . trafiggimi . . . Sia P opra appien compita . . . Da tante pene sciogliermi Il braccio tuo potrà.
SECONDO 33
Bian. Al pianto mio, deh! cedi...
Ti muova il mio dolore . . .
Deponi quel rigore,
O morirò al tuo pie. Fer, Al pianto suo, deh! cedi...
Ti muova il suo dolore ...
Deponi quel rigore ,
L' amor trionfi in te. Car, ( O voce di. natura ,
Io già ti sento in me ! )
T' alza . . . appressa . . Fer, Ah suora!
Car, Che dici ? . . .
Fer, Si . . . in me ancora ...
Vedi... Ca7\ Chi mai ?
Bian, Fernando . . .
Car, Il figlio ! . . . Ah chi può reggere '
A questi assalti teneri ! . . .
Venite entrambi a me. a 3 Cadrà quelP empio cor ,
Queir alma senza fè :
Svenato il traditor
.^7. , , cadérti t Vedrò i . al pie. cadérmi ^
a 2 iStrumento di vendetta
A noi fu il tuo perdono,
Tomba gli fia quel trono
Che già rapiva a te. Car, Deh ! non isdegni accogliere
Quei voti un Dio di pace :
Più di frenar capace v
La gioia il cor non è.
34
ATTO
SCENA ULTIMA
Odesr romore lontano ^ die a poco a poco si fa più di- stinto. Comparisce Filippo trascinando seco il figlio di Bianca. Cloilkte ed Ucgero , seguiti dai guerrieri di Fernando e dal popolo, lo inseguono furenti.
Bìan. Ciel !
Fer\ Qual fragor !
Coro (lontano) Mora il fellon.
Bian. Chi vedo ?
Pe!\ Furibondo Filippo !
Bian. Il figlio mio
Ei tragge seco ...
Coro (fuori) S TI r 1
m ì Al perhdo s inseerua.
U^g e Lle, ^ ^ ^
Fer, Si trafigga . . .
FìL ' Fermate 5 o questo acciaro
Vibro in seno al fanciullo. Fer, Empio !..
Bian. Ah ! t^ arresta.
FU. Perfidi ! ancor mi resta
Una via di vendetta. - Invan tu speri A me sottrarti 5 o Bianca. Il pegno io stringo^ 11 pegno che per sempre a me t' unisce. Seguimi. Fer. Ah ! traditor !
Bian. Ferma : ei ferisce.
Deh ! non ferir ^ deh ! sentimi . . . Un solo istante attendi ... FU Non è più tempo . . .
Bian* Ah ! barbaro !
Troppo da me pretendi, , . Paventa la vendetta Degli uomini e del cielo^ La vita in dono accetta Che promettiamo a te,
SECONDO
35
FiL Vano è il lamento: seguimi ,
O spento cade il figlio. Feì\ e Coro Mostro ! fellon ! Biati. Calmatevi. Fer. e Coro Oh ! rabbia ! Bian, Oh ! mio periglio !
FU, Decidi tosto.
Bian. Ahi ! misera !
Ne il Ciel soccorre a me ! Crudele , alle tue piante Vedimi alfin spirante . . , Ti basti aver tradito , Offeso un prence , un padre . . . Risparmia nuove vittime 5 Rispetta afflitta madre ... Ah ! non voler macchiarti Di più crudele eccesso ... Pietà d' un core oppresso. Del mio dolor pietà ! Fer, Indegno ! e ho da frenarmi?
Nò posso vendicarmi ? Coro ( Arrabbio . . . fremo . . . avvampo
\ A tanta crudeltà! FiL \ Vieni : nulP altro scampo
[ Per te , per Iqi non v^ ha. eie, ( approfittando cleir attenzione che Filippo pre3ta a Bianca, lo assale air improvviso e lo disarma , e strappando il figlio lo dà alla madre)
Ferma . . . (trattiene Filippo). Il salva, (dando il
figlio a l&ianca)
Tutti Oh ! gioia !
FU, (a Clemente) e Guerrieri (a Filippo) Indegno 1 (Filippo viene arrestato)
Bian, Grazie^ o ciel, del tuo favor! (inginocchiandogì)
36 ATTO SECONDO
li*
Coro^ Fej\^ Car, e Cle,
Al supplizio meritato
Sia quel perfido serbato. Cori soli Voi 5 magnanimi , gioite ,
E a regnar tornate ancor. Siali* (con gran trasporto di gioia)
Alla gioia ed al piacer
PVon resiste il core in sen...
All' idea di tanto ben
Va smarrito il mio pensier.
Se del pianto e dei sospir Tal mercede il ciel mi dà ^ Fin soave a me si fa La memoria del soffrir. Coro Ite al trono 5 e in sen d' amor Al contento aprite il cor. Oggi al mondò il ciel mostrò Che virtii perir non può.
FINE